Sardegna, maggio 2019

 

In passato i Servi Pastori, lavoravano per conto dei grandi proprietari terrieri. Con il loro lavoro ricevevano vitto e alloggio e a fine anno una o più pecore, che un giorno avrebbero formato il loro gregge.

La globalizzazione e l'economia moderna ha completamente stravolto i ritmi e le usanze degli antichi pastori sardi.

La pastorizia in Sardegna nasce prima dell'era nuragica e percorre tutta la storia dell'isola fino ad arrivare ai giorni nostri.

Dai grandi proprietari terrieri dell'ottocento, passando al banditismo fino al boom economico degli anni ottanta oggi questa millenaria attività ha un suo momento di forte crisi.

Molti pastori ricordano gli anni ottanta dove il latte veniva pagato 1300 lire circa, lo stesso valore che ha oggi, ma cosa è successo?.

Nel ventunesimo secolo, il pastore Sardo forse è diventato realmente un servo.

Ma servo di chi?

La colpa, secondo la maggioranza dei pastori, è dovuta a quel sistema proposto da quelli che gli stessi definiscono industriali.

La colpa è degli industriali, affermano, e non sono molte le famiglie che gestiscono i nuovi mercati.

La maggior parte del latte sardo viene usato e trasformato in pecorino Romano, prodotto esportato in tutto il mondo e i grandi caseifici dettano le regole del commercio.

Essere pastori oggi è un grande sacrificio, i greggi non possono essere lasciati incustoditi, per un pastore non ci sono domeniche libere, Natale e via dicendo.

Il pastore deve rispettare il ritmo degli animali, il latte va munto anche se non si vende o si vende a poco. Tutte le esigenze dei greggi vanno comunque rispettate ed è impossibile tralasciare il lavoro anche se poco redditizio.

Alcuni pastori non vendono direttamente agli industriali, ma a piccole o grandi cooperative, ma anche queste ultime sono soggette ai valori di vendita dei mercati.

Una vera e propria resistenza quella dei pastori sardi, molti di loro decidono di ridurre il numero del gregge e trasformare e vendere i propri prodotti in maniera privata. Una vera è propria forma di lotta.

La quotidianità dei pastori, sia dei giovani che dei più anziani, è circondata dallo sforzo e dal sacrificio. Due mungiture al giorno nei periodi di piena, una all'alba e una nel tardo pomeriggio. Alcuni continuano a mungere a mano come si faceva una volta, mentre altri usano le mungitrici elettriche. Oltre agli ovini spesso il pastore alleva altri animali utili all'economia domestica.

I recenti scioperi del latte hanno alzato leggermente il valore del latte ma ancora è sotto la media. Molti pastori ipotizzano che in realtà dietro agli scioperi ci fosse la mano degli industriali, ma questa è ancora una teoria da verificare. Ciò che è sicuramente certo è che gli sforzi sia fisici che economici non corrispondono minimamente al valore di vendita del latte.

Una vera e propria crisi che non coinvolge solo i pastori ma tutte le piccole comunità che nel cuore della Sardegna rurale vivono grazie alla pastorizia. Un disaggio che si vede in quasi tutte le vie dei piccoli borghi sardi.